La ruminazione

Introduzione

La ruminazione è un fenomeno che si verifica quando il soggetto tende ad avere dei pensieri ricorsivi e non, riguardo ad un certo argomento e tende ad esserne risucchiato come da una spirale che lo porta a sentirsi sempre peggio. Tendenzialmente il soggetto non riesce a controllarne perfettamente la frequenza, portandolo a passare molto tempo ad appunto ruminare. Questo può portare diverse conseguenze negative all’interno della vita della persona a partire dalla routine del sonno fino ai rapporti sociali. Diventa quindi importante riconoscerli e trovare delle strategie che permettano al soggetto di gestirli.

La ruminazione

La ruminazione viene definita da Nolen-Hoeksema come “concentrarsi ripetutamente sul fatto di essere depressi; sui propri sintomi della depressione; e sulle cause, significati e conseguenze dei sintomi depressivi”.

Altri studiosi definiscono la ruminazione come uno stile di pensiero negativo ricorsivo, prolungato e ricorrente riguardo a sè, alle proprie emozioni, preoccupazioni personali e esperienze di vita.

Tra gli altri studiosi del tema troviamo Moberly e Watkins che descrivono la ruminazione come deleteria, facente parte di un ciclo vizioso, in cui essa e gli effetti negativi si aggravano reciprocamente nel tempo. La ruminazione innesca degli stati emotivi negativi, che aumentano la ruminazione stessa e altri pensieri congruenti con quello stato d’animo, il che risulta in uno stato d’animo ancora peggiore.

Le persone che hanno tendenze alla ruminazione mantengono questo circolo vizioso, in quanto credono che concentrarsi sulle cause e le conseguenze dei loro problemi porti a soluzioni positive.

La ruminazione è stata consistentemente e negativamente associata con problem solving efficace in studi cross sectional e sperimentali.

Questo meccanismo è simile alla preoccupazione e all’ossessione, altre forme comuni di pensiero negativo, in quanto è ripetitivo, difficile da fermare e spesso intrusivo. Tuttavia, la preoccupazione si focalizza in maniera controproducente su eventi futuri e l’ossessione è un’esperienza involontaria, dettata dalla paura, di pensieri indesiderati che si riversano involontariamente nella consapevolezza. Per contrasto, la ruminazione spesso appare intenzionale, un’esplorazione orientata ad un obiettivo del passato e sintomi stressanti riferiti al presente, le loro cause e le conseguenze.

Talvolta, la ruminazione può predire l’insorgenza di depressione, disturbi d’ansia, abuso di sostanze, disturbi dell’alimentazione e sintomi da sindrome da stress post traumatico (PTSD) che seguono un trauma in studi longitudinali su larga scala.

Come fermare la ruminazione

Tra le tecniche per ridurre la ruminazione troviamo la Terapia Comportamentale basata sulla Mindfulness (Mindfulness-Based Cognitive Therapy, MCBT).

Questo approccio consiste in 8 sessioni  settimanali di circa dure ore, all’interno delle quali si esercitano pratiche meditative in maniera formale e informale, includendo scansioni corporee guidate, meditazione da seduti e camminando, movimenti mindful (basati sullo yoga Hatha), tre minuti da dedicare alla respirazione e un focus sulla consapevolezza delle attività routinarie giornaliere. La MBCT include anche alcuni elementi della terapia cognitiva e di psicoeducazione: le persone imparano a provare a resistere o evitare pensieri indesiderati e sensazioni che potrebbero aumentare lo stress negativo e la durata dello stato depressivo, al posto che aiutare a ridurlo. C’è anche un’aggiunta di elementi comportamentali che includono il supporto agli individui per completare, in modo mindful, le attività che aumentano il benessere, come fare un bagno, ascoltare musica piacevole o fare una passeggiata. In questo modo, i pazienti sviluppano piani d’azione che identificano pensieri o le sensazioni di allarme in anticipo, in modo che questi segnalino il peggioramento dei sintomi, insieme ai passi da compiere quando questi si verificano.

Conclusione

A volte può risultare difficile uscire dalla ruminazione, in quanto questa ha proprio una struttura a spirale, tuttavia, grazie ad alcuni metodi e tecniche, il soggetto riesce a riconoscerli e a gestirli meglio. In questo modo il beneficio sarebbe sia a livello fisico, per esempio il miglioramento all’interno della routine del sonno, sia emotivo, in quanto il soggetto avrebbe un umore decisamente più positivo.

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Contenuto a cura di:

Alice Dondena

Tirocinante in psicologia